<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-1241985679017284112</id><updated>2011-07-07T17:00:50.509-07:00</updated><category term='impressioni'/><category term='esistenzialismo'/><category term='apraxia'/><category term='mare'/><category term='babbo'/><category term='tempo'/><category term='ansia'/><category term='andata e ritorno'/><category term='indeterminatezza'/><category term='autunno'/><category term='ricordi'/><category term='sovrastrutture'/><category term='vuoto'/><category term='roma'/><title type='text'>rizomatica(mente)</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://rizomaticamente.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1241985679017284112/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://rizomaticamente.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Juls</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13073189977211510390</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_QIg4eaL6XIo/SrYKNVOa9iI/AAAAAAAAABw/n3stUCXTQOM/S220/369149oqu1p3m259.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>4</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1241985679017284112.post-7178181115577007096</id><published>2009-10-22T04:56:00.000-07:00</published><updated>2009-10-22T05:08:34.029-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='indeterminatezza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='mare'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='andata e ritorno'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tempo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='babbo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='autunno'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='impressioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ansia'/><title type='text'>Andata/Ritorno</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://i33.tinypic.com/2woxczs.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 660px; height: 440px;" src="http://i33.tinypic.com/2woxczs.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Fuori piove, ma in maniera insoddisfacente: nessun acquazzone catartico, nessuno scrosciare violento, solo rada pungente ed appiccicosa pioggia che si attacca alla schiena insieme all'uggia. Lo spirito non è liberato con il temporale, ma appesantito da un lento e debole piovere. Sembrano secoli fa, e invece era solo la settimana scorsa. Era già ottobre quando siamo andati al mare, io e mio padre, e quasi non potevamo crederci di essere lì, sul molo e in mezzo a quella calma distesa d'acqua a sorseggiare un aperitivo. C'era il sole e c'era ancora qualche folle che si buttava in acqua, nonostante fosse ottobre, nonostante fossero le sei. Un pescatore aspettava invano a riva, che la lenza tirasse, senza rimanere immobile, ma senza essere impaziente, senza aver niente da perdere. Il mare d'autunno è una lastra unica e lucente, colmo di tutti gli schiamazzi estivi, dimenticato ormai dagli stessi bagnanti che ne avevano fatto routine guardandolo dalla spiaggia il giorno e battezzandovi i propri peccati la notte. Il sole si lascia quasi fissare e avvolge tutto riflettendosi sull'acqua tutto sembra brillare, tutto sembra sorridere. Eppure in autostrada l'avevo odiato e bestemmiato mentre mi offendeva costantemente gli occhi. Ora non ci sono più malumori, siamo solo noi due che respiriamo a pieni polmoni tutta l'aria che possiamo. L'odore di salsedine è una speranza di rinascita, su cui nessuno vuole scaramanticamente puntare; qualcosa che resta nell'indicibile. La semplicità di un cielo terzo, di un sole stanco, di un mare calmo. Dondoliamo come due bambini, senza passato, senza futuro. C'è solo il presente di un gelato tregusti ma che sa solo di crema, e va bene così.&lt;br /&gt;C'è una valigia che mi aspetta, e solo il pensiero di riempirla mi fa tremare di nausea. Conto per settimane i giorni prima di tornare a roma, e sempre, quando manca così poco vengo presa da un immobilismo allucinante. Resterei qui, andrei via, resterei qui ma quando ormai devo tornare già non voglio più star qui, e quando devo andare via non ne ho la forza. I giorni non son nè lenti nè veloci. Tremano d'isteria lunatica. Curo le mie paturnie entrando nei negozi e uscendo con buste sempre più grandi, sono secoli ormai che le ideologie le cago alla mattina, dopo il caffè e la sigaretta. Fragile è il mio vivere, per niente costante, per niente sicuro. Non ho tempo di sognare, non ho voglia di parlare, non ho molto da fare. In cucina io e mio padre iniziamo a cantare le arie di Verdi, mentre il timer del forno ci fa da metronomo fuori tempo. Ogni tanto lancio un urlo in casa, un urlo secco, monosillabico, uno sparo. Così per liberarmi, babbo ormai ci si è abituato.&lt;br /&gt;Le voci che giungono dal telefono non sono ben distinguibili da quelle della televisione o da quelle dei personaggi di Pasolini. Quand'ero piccola ogni tanto pensavo che non riuscivo a figurarmi gli altri come io pensanti e dotati di un autocoscienza. E' come se fossero esistiti tutti in mia funzione, come se  quando uscissero mio campo d'azione si "spegnessero". Per esempio quando mi incontravo con qualcuno e poi lo salutavo, non riuscivo a mettere a fuoco il fatto che la giornata di quella persona sarebbe continuata, così come il suo flusso dei pensieri, al di fuori di una comunicazione posteriore nei miei confronti. E' un concetto complesso da spiegare soprattutto perché è figlio di un pensiero non verbale e come i sogni, non è completamente traducibile in forma linguistica. Ed è ancora così per un certo senso.. Paolo, Pali, non sono altro che voci che mi giungono da un telefono e che narrano delle storie lontane anni luce dal mio orizzonte di vita  attuale. Non sono altro che altre narrazioni che si accavallano alla cronaca, ai telefilm, agli sceneggiati e ai lungometraggi e con questi si confondono.&lt;br /&gt;Poi c'è il supermercato, la esselunga. Ho sempre amato la esselunga, nonostante sia di Berlusconi. Ho sempre amato i suepermercati e l'esselunga per me è sempre stato Il Supermercato. Forse perchè a Roma non c'è, forse perchè mi ricorda le risate di spese etiliche e glicemiche in periodi in cui c'era veramente poco da ridere. Anche a mio padre l'esselunga mette allegria, e sembriamo due bambini al lunapark mentre ci muoviamo tra gli scaffali colorati, mentre scappiamo dal banco pesce per la puzza, mentre ci fermiamo per interi quarti d'ora al reparto vini, mentre cerchiamo minuziosi le offerte e poi vanifichiamo il risparmio con del gorgonzola di prim'ordine o con qualche cosa di totalmente inutile ma di cui abbiamo voglia in quel momento perchè siamo segretamente affamati. Allora mio padre si fa dare una fetta di prosciutto mentre glielo stanno tagliando e io compro un pò di focaccia.. E va bene così.&lt;br /&gt;E poi ci si ammala insieme, trascinando buste e buste piene di fazzoletti usati dalla poltrona, al letto e al divano, e io mi sento un pò in colpa per avergli attaccato l'influenza e spero che questo non possa determinare una ricaduta, ma sembra che così non è. Allora ci lamentiamo all'unisono nella noia domenicale e guariamo insieme. Ci scambiamo pettegolezzi, discutiamo animatamente, ridiamo tanto. Nonostante il suo temperamento allegro e positivo lui non è una persona che ride tanto, ma in questo periodo la sua risata la sto sentendo spesso insieme alla mia e questo mi riempie il cuore.&lt;br /&gt;In vita sua mio padre ha pianto si e no quattro volte, e quando stava male e io per tranquillizzarlo entravo nel suo lettino singolo mi diceva che avrebbe pagato oro per riuscire a piangere, per buttare fuori qualcosa, e ora sono così felice che non ne abbia più bisogno. Mai più non si può usare come locuzione nella nostra situazione.. la nostra situazione è un equilibrio precarissimo, miracoloso e insperato. E' un filo flebile che tiene sospeso un elefante rosa e lo fa volteggiare in aria. L'elefante non può pensare che da un momento all'altro potrebbe cadere e che sotto non c'è alcuna rete di sicurezza, ma si stupisce e si illumina ogni volta che finisce una piroetta e un pò incredulo constata che è stato proprio lui a farla. Forse stiamo vivendo una piccola parentesi di quiete in mezzo a una valle di lacrime e disperazione, ma non voglio pensare al perchè e al percome. Noi siamo quell'elefante, e tu sei veramente speciale.&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center; color: rgb(255, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:100%;" &gt;Supererò le correnti gravitazionali,&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:100%;" &gt;lo spazio e la luce per non farti invecchiare.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:100%;" &gt;E guarirai da tutte le malattie,&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:100%;" &gt;perché sei un essere speciale,&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:100%;" &gt;ed io, avrò cura di te&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(255, 0, 0);font-family:georgia;font-size:100%;" class="testo"  &gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(255, 0, 0);font-family:georgia;font-size:100%;" class="testo"  &gt;.  &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1241985679017284112-7178181115577007096?l=rizomaticamente.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://rizomaticamente.blogspot.com/feeds/7178181115577007096/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://rizomaticamente.blogspot.com/2009/10/andataritorno.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1241985679017284112/posts/default/7178181115577007096'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1241985679017284112/posts/default/7178181115577007096'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://rizomaticamente.blogspot.com/2009/10/andataritorno.html' title='Andata/Ritorno'/><author><name>Juls</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13073189977211510390</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_QIg4eaL6XIo/SrYKNVOa9iI/AAAAAAAAABw/n3stUCXTQOM/S220/369149oqu1p3m259.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://i33.tinypic.com/2woxczs_th.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1241985679017284112.post-7405142579130080372</id><published>2009-10-09T08:48:00.000-07:00</published><updated>2009-10-09T09:08:08.744-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='apraxia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sovrastrutture'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='vuoto'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='esistenzialismo'/><title type='text'>monotonia di trincea, esistenziale.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://i36.tinypic.com/2cdhf9y.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 660px; height: 440px;" src="http://i36.tinypic.com/2cdhf9y.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div  style="text-align: justify;font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Il vuoto che mi circonda e di cui mi circondo mi sta corrodendo lentamente, fino all'osso. Mucchi di vestiti schiaffati in una valigia alla rinfusa, mucchi di pensieri inconsistenti, mucchi di giornate senza un nome, senza tempo, senza teleologia. I giorni sono sigarette accese così per caso in una giornata di vento e dimenticate nel posacenere. Si lasciano fumare in fretta, si consumano senza lasciare altra traccia che la cenere, e quando ci si accorge che sono finite, ci si rende conto che ne,  avremmo voluto aspirare il fumo, e allora così per uno strano automatismo ne accendiamo un'altra. La notte mi rigiro nel letto cercando il sonno e tentando di scacciare i must to do che affollano rumorosi la mia testa. C'è una nuvola nel cielo che si morde la coda, ma noi non possiamo vederla, se alziamo gli occhi percepiamo solo un'unica coltre,diverse gradazioni del grigio. E' ottobre ormai e io dovrei rientrare nei cardini, dovrei pensare alla mia laurea, dovrei pensare agli esami, dovrei pensare a qualcosa, e invece mi trascino tra il primo piano e il gradino del portone, tra una desintonizzazione cerebrale e la prossima sigaretta. C'è qualcosa che non va nell'aria, c'è qualcosa che non va in me. E' astenia? E' apraxia? E' una fase? E' una tendenza? E' la scia di un aeroplano nel cielo al tramonto o è il solco dell'acqua nella pietra?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Il tacco degli stivali rimbomba sulle strade deserte, in questa città vedo tante facce e nessun anima. La sera le vie si svuotano e rimango sola con il rumore dei miei passi, con il tabacco che stringo tra le dita e con mille pensieri estemporanei e inconsistenti che si accavallano l'uno sull'altro senza giungere a percezione chiara, e stridono come la forchetta che raschia sul fondo della pentola.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Questa volta non è nemmeno la solitudine che soffro, ma piuttosto mi sento abbandonata da me stessa, come se io non ci fossi già più e fossi diventata un corpo che si trascina stanco qua e là, senza più nè una coscienza nè un inconscio ma accompagnata solo da un'istanza superegotica che sta con il fiato sul collo e rimane inascoltata. E' come essere nello stesso tempo partigiana, alleata e waffen-SS, com'essere il mio peggior nemico e come non aver più nemmeno la voglia di combatterlo. Un televisore non sintonizzato, milioni di righe grigie che danzano sullo schermo, che tremano, che vibrano, che nel loro silenzio assordante urlano la tragicità della propria esistenza. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Al di là del giudizio, al di là delle ipocrisie, al di là del sarcasmo, al di là del grottesco, al di là del tragico, al di là del mito, al di là del reale cosa può esistere? Intorno a me vedo soltanto dei cliché imbellettati nelle loro strutture, prigionieri del proprio stereotipo, convinti della loro unicità e mi esce sul viso un ghigno sarcastico. Le sovrastrutture io le ho perse da un pezzo, e questo all'inizio m'ha destabilizzato. Il processo adolescenziale fa si che tutti si sentano speciali e irripetibili all'interno della propria ridicola omologazione, ma l'omologazione crea appartenenza. Dona un'identità artificiale, fittizia, ma percepita dall'individuo come molto solida. Quando mi sono liberata progressivamente da tutti quei me di cartapesta che m'abitavano, ho iniziato a conoscermi, a piacermi e a contare su me stessa. Non esente da un sentimento snobistico, non esente da spinte superomistiche ho iniziato a farmi strada, disboscando, demolendo, bombardando, per edificare me stessa. Le difficoltà e le disgrazie che si sono interposte sono state tante e tremende, le lacrime scoppiavano come bombe dimenticate in pianti isterici e irrefrenabili, per nulla liberatori, strettamente necessari. Affermazione e repressione di qualsiasi cosa che dentro e fuori di me si opponesse all'inesorabile potenza di questo nuovo Io. Forse non ho respirato troppo a lungo, forse devo solo riprendere fiato, per ributtarmi a capofitto nella mia vita, nei miei doveri e nei miei piaceri, perché anche quelli sembrano essersi biodegradati. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Fuori piove, poi torna il sole, poi ricomincia a diluviare; l'autunno si concilia con l'alternanza di momenti di gioia e spensieratezza e altri di pesantezza assoluta, boccheggio come un pesce nell'acqua, muovendo convulsamente la bocca ma senza mai dire niente. La banalità mi fa venire una nausea fittissima, la milza mi si spappola e il mio cuore tachicardico batte fuori ritmo, mi mancano le mie nevrosi, mi manca l'oggetto delle mie ansie, mi manca una consistenza alle mie giornate, mi manca la realtà. Odore di gas.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Il sapore del whisky, ruvido e spigoloso mi invade la bocca, insieme a frasi senza senso, insieme a innumerevoli litanie recitate per automatismo. Quando mi distraggo, quando non inizio ragionamenti che per forza di cose rimarranno incompiuti, inizio a cantare il Dies irae di Mozart, così nemmeno senza accorgermi, e allora corro ad ascoltare il requiem, e per un attimo mi sento ancora viva.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(255, 0, 0);font-family:Georgia,Times New Roman,Times,serif;font-size:85%;"  &gt;But the sickness is drowned by cries for more&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(255, 0, 0);font-family:Georgia,Times New Roman,Times,serif;font-size:85%;"  &gt;Pray to God make it quick - watch him fall&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1241985679017284112-7405142579130080372?l=rizomaticamente.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://rizomaticamente.blogspot.com/feeds/7405142579130080372/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://rizomaticamente.blogspot.com/2009/10/monotonia-di-trincea-esistenziale.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1241985679017284112/posts/default/7405142579130080372'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1241985679017284112/posts/default/7405142579130080372'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://rizomaticamente.blogspot.com/2009/10/monotonia-di-trincea-esistenziale.html' title='monotonia di trincea, esistenziale.'/><author><name>Juls</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13073189977211510390</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_QIg4eaL6XIo/SrYKNVOa9iI/AAAAAAAAABw/n3stUCXTQOM/S220/369149oqu1p3m259.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://i36.tinypic.com/2cdhf9y_th.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1241985679017284112.post-2313740831261092196</id><published>2009-09-22T15:13:00.000-07:00</published><updated>2009-09-24T15:37:12.955-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-family:trebuchet ms;font-size:85%;"  &gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://i35.tinypic.com/kaob4w.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 650px; height: 488px;" src="http://i35.tinypic.com/kaob4w.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-family:trebuchet ms;font-size:85%;"  &gt;L'ho pensato mentre ero in macchina, sballottata da una guida sregolare, scattosa e imorecisa, l'ho pensato mentre l'odore della notte non penetrava dal finestrino semiaperto per lasciare uscire lame di fumo: "un'era è finita", ed è finita un pezzo. Anzi è come se infinite ere geologiche siano iniziate e si siano concluse in un rendevouz impalpabile, ineluttabile, impercepibile, e non abbiano lasciato nemmeno una scia del loro inizio. Ricorderò le sigarette sotto casa tua e i mille uomini e le mille pene che si sono susseguite. Ricorderò le stratificazioni della personalità, la perdita progressiva delle sovrastrutture accompagnata da tiri convulsi di nicotina e cannabinoidi. Ricorderò le chiacchiere calme e convulse assieme, e i pianti trattenuti per farmi vedere forte, perchè alla fine dovevo essere sempre un modello per te e nascondere i falli e le imbastiture, nascondere gli errori e le cazzate, nascondere le lacrime e sembrare una colonna dorica resistita intatta ai millenni. Sono cambiate chili di cose senza che ce ne accorgessimo: io quasi non me le faccio più quelle sigarette stupefacenti, i caffè li ritaglio per momenti speciali (una mezzoretta con te) di estrema necessità (quelle mattine in cui nemmeno un'hiroshima potrebbe svegliarmi), tachicardia e ansia le cause. Quando ci conoscemmo quante canne e quanti caffè? Potevamo dire un sette dieci al giorno per entrambi... Quanta spensieratezza, quante poche prospettive... Eravamo così naif, ed andava bene così. Un cuore logorato, il mio, un cuore baipassato, forse rinato, forse solo riequilibrato, sicuramente sopravvissuto.. e il tuo così scettico e ferito perso in un oblio ritardato, così tanto disapprovato da me, così tanto tremendo da portarmi a una protezione eccessiva e poi alla resa. Il devasto insieme, le feste, i raveparty, la distorsione e poi la senilità progressiva, il colpo di genio e di responsabilità e tanto schifo corale, condiviso. I reality sul tuo copriletto zebrato, le paste acchittate, i discorsi sulla società e la programmazione di partiti postmoderni, utopici.. eh sì le utopie, quelle tante! Verde acido che cancella tutto la tua partenza.. ma c'hai ragione t'avevo già abbandonata io.. non per mia volontà, ma per cose troppo più grandi di noi, troppo più grandi di te. E quando m'hai detto che la mia partenza è stata propulsiva per te non sapevo se commuovermi o ridere di gioia o d'isteria. Berlino insieme, la mia città con te.. e nessuna increspatura sul mantello, nessuna tensione, una convivenza quasi perfetta, al profumo di pane lievitato male e birra a pochi centesimi, al profumo di hamburger vegetariani e anfetamina a gogò. Le piazze di Roma dietro casa mia, dietro casa tua, gli occhiali grandi per nascondere le occhiaie, i vestiti che cambiano come le mute dei serpenti, le stagioni che scalfiscono la pelle, le mie colpe, la mia redenzione che sto ancora cercando, la foto decente insieme che non abbiamo mai avuto. Bologna è stata la città che ho sognato a sedici, diciassette anni, bologna e i suoi portici, il gelato da gianni e i centri sociali (Cofferati era ancora contingente), le street, le biciclette senza freni e le scritte con i gessetti sui muri dietro via zamboni. Bologna spero ti possa dare tanto, serenità innanzitutto, indipendenza (ma ce l'hai sempre fatta da sola splendidamente, e a volte quasi eri tu con quei due anni di differenza a dover badare a questa povera vecchia), e costanza, perchè nella vita è quella che serve. Resta sempre come sei, sarcastica, pura e in grado di stupirti e sorridere per nulla. Mi mancherai stronza, e forse non è un caso che mentre oggi trangugiavo pizza a pochi metri da te passassero questa canzone, riesumando dopo secoli Cyndi Lauper dopo secoli:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center; color: rgb(153, 255, 153);"&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(255, 0, 0);font-family:georgia;" class="testo" &gt;If you're lost you can look and you will find me &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(255, 0, 0);font-family:georgia;" class="testo" &gt;Time after time &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1241985679017284112-2313740831261092196?l=rizomaticamente.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://rizomaticamente.blogspot.com/feeds/2313740831261092196/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://rizomaticamente.blogspot.com/2009/09/lho-pensato-mentre-ero-in-macchina.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1241985679017284112/posts/default/2313740831261092196'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1241985679017284112/posts/default/2313740831261092196'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://rizomaticamente.blogspot.com/2009/09/lho-pensato-mentre-ero-in-macchina.html' title=''/><author><name>Juls</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13073189977211510390</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_QIg4eaL6XIo/SrYKNVOa9iI/AAAAAAAAABw/n3stUCXTQOM/S220/369149oqu1p3m259.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://i35.tinypic.com/kaob4w_th.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1241985679017284112.post-2445079521898740874</id><published>2009-09-18T11:37:00.000-07:00</published><updated>2009-09-20T15:49:05.140-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ricordi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='roma'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='impressioni'/><title type='text'>Quando le strade non portano a Roma.</title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:85%;" &gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://i38.tinypic.com/2e0qy5l.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 650px; height: 433px;" src="http://i38.tinypic.com/2e0qy5l.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Roma, dopo secoli resta Roma. Resta Roma anche per me, e me ne accorgo quando torno, quando prendo il taxi da termini per tornare a casa. Quando vedo da dietro un finestrino, per la prima volta dopo mesi la fontana di piazza esedra che zampilla, quando vedo via del tritone e via del corso, via della scrofa con gli alimentari ladri e il vicolo di casa mia. Roma resta Roma anche quando sono depressa e resto in casa senza uscire, senza vedere il colosseo, passeggiare per trastevere, senza prendermi una birra al pigneto. Roma città eterna, Roma città imperiale, Roma città rinascimentale, Roma città barocca, Roma città decadente, Roma città papale, Roma città fascista, Roma città aperta. Roma sono i sanpietrini, una distesa dissestata di porfido che ti fa bestemmiare in motorino e sui tacchi alti, ma che rende il groviglio di vie e di vicoli qualcosa di pazzesco. Roma sono i tassinari che votano Alemanno perchè non vogliono concorrenza, ma che sul parabrezza c'hanno l'oggettistica d'hello kitty e parlano tra loro in codice chiamandosi con nomi come "Angel". Roma è piazza trilussa dove ci trovi i fricchettoni a cui spaccheresti i bonghi in testa che suonano convulsi proprio quando a te inizia ad avanzare galoppante la cefalea da alcol. Roma sono le sole che prendi legalmente nei piccoli bar del centro, come illegalmente nella piazza di san lorenzo. Roma sono gli autobus che non arrivano mai, e poi quattro di seguito.. tant'è che è una delle poche città al mondo a non avere alle fermate gli orari di passaggio, perchè a Roma gli orari sono pura fantascienza. Roma è il cornettaro la sera, per ripijatte e le pizzette rosse per smorzare la sbronza ed arrivare sana a casa. Roma è campo de fiori la mattina al mercato e alla sera piena de turisti americani e di turiste acchittate pronte a farsi rimorchiare da coatti tuta datch e maglietta "versace n'altro litro". Roma sono i bangladesh e gli indiani che se non era per st'ordinanza di merda ti vendevano la peroni a meno di due euro pure alle due di notte a natale senza battere ciglio. Roma è il traffico, i contromano criminali pe' zompasse il varco della ztl e il parcheggio che diventa un'utopia e una guerra aperta. Roma è l'arrotino che ti passa sotto casa alle otto e mezza, e sotto casa mia è proprio vecchia scuola: non c'ha il disco, ma se sgola a urlà "arrooooootino", voce inquietante che entra nel sonno e tra qualche imprecazione ti fa riaddormentare. Roma c'ha il colosseo, che è una dentiera, che è kitsch da morire ed è tenuto maissimo, ma che è sempre il colosseo, e quando il sole si va a coricare colorando il cielo venendo da via labicana e vedendolo comparire da lontano, ancora mi stupisco, dopo ventunanni "ma dove cazzo vivo"?  Roma è porta maggiore, con lo zozzone assassino, il traffico congestionato, e i lavori incorso, che quando ci passi in motorino rischia che ti prende un attacco di panico se ti accorgi che non ce la fai a passare col giallo. Roma è porta portese la domenica che sono secoli che non la vedo perchè il solo pensiero meiscatena agorafobia, ma tutto quel vociare, quello strillare, tutta quella gente, fa folklore; e poi li riconosci, alcuni sono gli stessi de via Sannio... quelli che te se accollano e nun te lasciano andà più. Roma sono quelli con le rose che te spuntano ai momenti più inopportuni è più tragici della tua esistenza, e non se scollano, no, come a Roma non so insistenti da nessuna parte.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;&lt;img style="font-family: trebuchet ms;" src="http://i37.tinypic.com/11m7v2d.jpg" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-family:trebuchet ms;" &gt;Roma è via prenestina e la sopraelevata, che per quanto sembri un mostro, un polipo metallico io la trovo stupenda: mi da un senso di conforto e di solidità. Roma sono i gradini dei palazzi, un appoggio ovunque che rimbomba di risate, di schiamazzi, di pettegolezzi fatti a mezza bocca, di battute di cattivo gusto, dissipati sfumacchiando sigarette e sorseggiando una birra; un appoggio per guardare a qualsiasi ora la gente, costernati, come se fossimo ad osservar un'acquario di pesci rari. Roma è il vicolo di casa mia, il garage e prima lara e poi luna, le lupacchiotte che ci abitano e che pattugliano l'isolato in cerca di prosciutto e di qualche carezza; l'hotel a cui arrivano tassinari imprecanti perchè il vicolo è stretto e qualcuno sta arrivando proprio dal lato opposto.  Roma è fontana dè trevi, e i turisti le danno le spalle tirando monetine. Un tempo la ekberg ne faceva la sua vasca, ora la notte vengno a ritirar le monete o a tentar furti con le calamite. Roma è il gianicolo, dove il pomeriggio fanno gli spettacoli dei burattini, al tramonto vanno le coppiette e la notte parcheggiano gli scambisti. Roma è testaccio, dove al centro anziani trovi i vecchietti con una lucidità politica disarmante che giocano a briscola dalla mattina alla sera e ballano il liscio alla domenica. Roma è cinecittà, che un tempo vedeva Fellini e Visconti e ora pullula di file infinite per casting di shampiste e pr aspiranti tronisti. Roma è la garbatella, con i panni stesi alle finestre i fiori annaffiati e i bambini che giocano a calcetto sotto casa. Roma è piazza navona, dove si sente ancora l'astio tra il Bernini e il Borromini nelle voci monotòne delle guide, e le baracche di natale, per cui ti imponi di non attraversarla per due mesi. Roma è piazza di spagna, con le vetrine scintillanti e le giapponesi che hanno appena fatto spese a via condotti con i piedi a mollo nel barcone. Roma è il tevere, un lungo serpente che accompagna tutta la città, costeggiato da alberi che perdono le foglie e file di macchine in cui si perde la pazienza. Roma sono i pizzardoni a piazza venezia, che dirigono il traffico come se fosse una sinfonia di Bach, tranquilli dal loro palchetto. Roma è piazza tor argentina, dove si danno sempre gli appuntamenti, peccato che d'estate ci si dimentica sempre che non c'è mai un filo d'ombra e ci si barrica allora dentro la feltrinelli. Roma sono le fontanelle, l'acqua corrente che scorre fresca sempre, e quando te ne vai da un'altra parte proprio non ti ci abitui a non trovare fontane per strada o a dover pagare il bicchiere d'acqua al bar.  Roma è l'EUR, architettura fascista, che con il cielo grigio appare come possibile scenario postapocalittico, come scenografia per qualche combattimento robotico di Daitan. Roma è san Pietro, Roma è il papa, ed è l'insofferenza dei romani verso la chiesa, che come un verme solitario s'è sempre magnata tutto lasciando al popolo  appena le briciole. Roma è corviale, che si stende maestoso per oltre un chilometro, e se ne frega delle critiche urbanistiche e sociali, e nonostante tutto resta lì. Roma è via veneto, dove la vita non è più dolce da un pezzo, e ci trovi addirittura l'hard rock caffè.  Roma è il bar Necci, in cui con lo sguardo lo cerchi il tavolino di Pasolini e provi a immaginartelo com'era un tempo. Roma so li mortacci tua, che a volte me lo chiedo se mai ce l'avuta d'avvero un'applicazione aderente al suo significato letterale. Roma è tornare in motorino al mattino, e girartela da un capo all'altro, sbagliando strada un paio di volte, ma col sorriso in faccia e con l'arietta che ti tiene sveglia. Roma è lo stadio olimpico, e il caffè borghetti in bottiglietta a tre euri alle tre del pomeriggio. Roma è la speculazione edilizia, il prezzo delle case che continua a crescere esponenzialmente, e la compravendita perpetua di palazzine sfitte, per gonfiare all'infinito le tariffe. Roma è il pincio, dove da piccola andavo sempre a giocare, dove non riuscivo mai a salire sugli alberi, dove la ghiaia mi sbucciava le ginocchia, dove ho imparato a rialzarmi. Roma è una parte importantissima di ciò che sono, io mi sono cresciuta a Roma e Roma m'ha cresciuto; m'ha formato, e se anche a volte sogno di scappare, questo non lo cambierei con nessuna città al mondo, sia essa Berlino o New York. E ogni volta, sballottando il mio trolley rosso, sbuffando per il caldo o facendo capolino da metri di lana aggomitolata intorno al viso, non appena, come in un film, le strade iniziano a scorrere da dietro il finestrino, capisco realmente quanto m'è mancata&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:trebuchet ms;font-size:85%;"  &gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center; font-style: italic; color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Solo a Roma ci si può preparare a comprendere Roma.&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:85%;" &gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-family:trebuchet ms;font-size:85%;"  &gt;J.V. von Goethe&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1241985679017284112-2445079521898740874?l=rizomaticamente.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://rizomaticamente.blogspot.com/feeds/2445079521898740874/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://rizomaticamente.blogspot.com/2009/09/roma-dopo-secoli-resta-roma.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1241985679017284112/posts/default/2445079521898740874'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1241985679017284112/posts/default/2445079521898740874'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://rizomaticamente.blogspot.com/2009/09/roma-dopo-secoli-resta-roma.html' title='Quando le strade non portano a Roma.'/><author><name>Juls</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13073189977211510390</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_QIg4eaL6XIo/SrYKNVOa9iI/AAAAAAAAABw/n3stUCXTQOM/S220/369149oqu1p3m259.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://i38.tinypic.com/2e0qy5l_th.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry></feed>
